L'ALBERO DEGLI AMANTI PERDUTI di Santa Montefiore
Ci sono libri che divoriamo rapidamente, ma che poi non ci lasciano nessuna traccia, tranne la sensazione di spensieratezza e altri che, tormentati e vissuti, imprimono un'impronta profonda e finiamo per pensarci anche dopo la conclusione, rivivendo e interrogandoci su fatti e personaggi, chiedendoci se le cose fossero andate diversamente. L'ALBERO DEGLI AMANTI PERDUTI di Santa Montefiore mi ha fatto questo effetto ed era da un po' che non mi capitava con un romanzo, quasi i personaggi fossero ormai di carne e sangue, reali, e non solo di carta. Almeno Sofia e Santi mi sono apparsi così, con un velo di malinconia che avvolge sempre i ricordi di un'infanzia e di un'adolescenza felice, quando ormai siamo diventati adulti. Era il primo libro che leggevo di quest'autrice inglese nella cui penna sono state riscontrate influenze di Dumas e di Isabel Allende. Innegabilmente, leggendo questa epopea della famiglia Solanas, della loro infanzia dorata, dell'adole...