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domenica 15 aprile 2018

Bridget Jones Un amore di ragazzo di Helen Fielding

Dopo aver letto i primi due romanzi (Il diario di Bridget Jones e Che pasticcio, Bridget Jones), di cui avevo apprezzato anche la trasposizione cinematografica, in particolare del primo, ho evitato come la peste Bridget Jone's baby. I diari, dove veniva messa in discussione la paternità del bambino che Bridget aspettava. Così, mi sono persa il romanzo che recensisco oggi, Bridget Jones. Un amore di ragazzo che, invece, è veramente carino, una volta superato lo shock per alcuni eventi che non posso rivelare per rispetto di chi non lo ha ancora letto.

Ritroviamo Bridget, la nostra amata pasticciona, alle prese con nuovi problemi, madre di due deliziosi bambini che sono una perfetta mescolanza del padre e della madre.
Bridget a cinquant'anni continua ad essere uno spasso, anche quando inizia una relazione con un giovane e ovviamente bellissimo toy boy conosciuto sui social.
Roxster è carinissimo: simpatico, spensierato, educato e apparentemente immaturo, tanto da consentire alla nostra protagonista di staccare la spina, prendendosi degli spazzi solo per sé. Il tema, sempre più moderno, di una coppia così poco bilanciata è, a mio parere, molto ben trattato e finisce, come deve finire... In modo delizioso, lasciando lo spazio alla vita vera, alle responsabilità, ma anche al piacere di una relazione più matura.

Confesso che, contravvenendo alla mia regola di non sbirciare il finale, l'ho fatto. Sono corsa all'ultima pagina per capire come finiva, perché non riuscivo a focalizzare con chi si sarebbe sistemata la nostra Bridget e all'inizio ho arricciato il naso, scontenta. Mi sono dovuta ricredere, perché seguendo la linearità della storia, quel finale è azzeccato.
Dunque, se ve lo siete perso, recuperatelo!
Vi lascio la trama:

Che cosa fai se la festa per i sessant'anni della tua migliore amica e il trentesimo compleanno del tuo ragazzo cadono lo stesso giorno? È giusto mentire sull'età quando sei a caccia di appuntamenti on-line? È moralmente accettabile farsi fare la piega quando entrambi i tuoi figli hanno i pidocchi? Ma il Dalai Lama twitta personalmente o delega tutto al suo assistente? La tecnologia è ormai diventata il quinto elemento? O ti stai confondendo col legno? Fare sesso con uno dopo sei settimane di SMS è l'equivalente moderno di sposarsi dopo due incontri e sei mesi di corrispondenza all'epoca di Jane Austen? Con in testa questi ed altri, perfino più gravi dilemmi, Bridget Jones inciampa tra un ostacolo e l'altro della sua nuova vita da mamma single. E intanto twitta, messaggia e butta giù elenchi di cose da fare per risvegliare la sua sessualità assopita, a dispetto di quella che alcuni, con espressione odiosa e sorpassata, si ostinano a chiamare mezza età.


Romanzo scorrevole, divertente, a tratti toccante e ben costruito, che piace a chi ha l'età per l'apprezzarlo, visti i temi trattati. Insomma non è adatto a una ventenne, ma dai trenta in su può avere il suo perché...
Bridget è sempre la stessa, ma ovviamente, i problemi che si trova ad affrontare sono quelli di una donna di cinquant'anni con due bambini, una casa e una vita sentimentale da ricucire.
Se avete amato i primi due romanzi della Fielding e sentite nostalgia di Bridget, potrete ritrovarla in questo ultimo volume, che ce la restituisce più matura, ma sempre irresistibile.

Voto: ♥♥♥♥

LA TENTAZIONE DI ANGELICA di Anne e Serge Golon - Vol XIV


Ho iniziato la lettura di questo libro come si intraprende un nuovo viaggio, in qualche modo consapevole che c'era stata una svolta decisiva negli eventi. Il ritorno di Joffrey e la riconciliazione con Angelica segnano un punto finale nelle vicende di questa mitica coppia di innamorati. La storia, in qualche modo, si poteva, in definitiva, chiudere esattamente lì, con l'arrivo nel nuovo mondo, un po' come capita anche con un'altra coppia di innamorati letterari, Jamie e Claire dell'universo di OUTLANDER, che non pochi punti hanno in comune con questi loro predecessori francesi.


Da momento in cui si accetta la nuova avventura, si devono mettere da parte i pregiudizi e affrontare le vicende con curiosità ed interesse. Facendo così, devo dire che ho trovato nella lettura di LA TENTAZIONE DI ANGELICA degli elementi che mi hanno appassionata, come altri che mi hanno lasciato molti dubbi.


Il nuovo nemico di Angelica e Joffrey non è più il manipolatore re Luigi, la cui invidia nei confronti del suo potente suddito era stata in qualche modo alimentata da vari nemici, intenzionati a colpire la nostra fascinosa coppia di innamorati. Lontano dagli splendori della corte, immersi in un mondo selvaggio e un po' mitico, adesso il vero nemico è un potente gesuita che odia gli eccessi dell'amore anche carnale, che loro due rappresentano, il desiderio e l'ambizione di potere di Joffrey, ed è deciso a tutto pur di ostacolarli.


Altro punto che mi ha lasciato alquanto perplessa è la famosa profezia che vorrebbe vedere nell'arrivo della bellissima Angelica nel nuovo mondo, l'arrivo del vero demonio, destinato a portare sventura nella vita di tutti i credenti. In verità lei non è quella annunciata, come si scoprirà sul finale, ma questa ossessione di tutti nei suoi confronti, questo timore reverenziale ed assurdo che li indurrebbe quasi a tremare quando lei compare, mi ha lasciato molti dubbi, un po' come la famosa profezia in OUTLANDER che coinvolgerebbe il nuovo re di Scozia.


Più appassionanti restano le vicende umane che coinvolgono Joffrey, Angelica e il redivivo Colin Pautrell, il famoso Re degli Schiavi, che aveva condotto Angelica attraverso il deserto, in fuga dal harem di Sultano. Lei lo aveva amato in modo appassionato e sincero, senza il conflitto che l'aveva legata a Philip o ad altri e il suo abbandono, quando aveva capito la condizione nobile di Angelica, aveva in qualche modo lasciato una porta aperta.


Quando una strana richiesta fattale recapitare apparentemente da suo marito, perché riconduca una giovane protestante nel villaggio inglese dove si trova la sua famiglia, Angelica parte, ignara di finire letteralmente in una trappola. Catturata dagli indiani e poi rivenduta, finisce nelle mani del famoso pirata Barba d'Oro, dietro il cui volto, scoprirà sconvolta, si nasconde il suo amore passato, Colin.


L'attrazione tra i due è quanto mai presente, ma la donna lotta decisa a rimanere fedele al suo unico amore. Peccato che, alcuni malintesi e una situazione compromettente, intravista da un uomo di Joffrey, facciano arrivare all'uomo la notizia di un tradimento da parte della donna che ha scoperto di amare molto più di quanto credeva possibile.


Il dolore e il rancore di Joffrey sono assoluti e quando, dopo alterne vicende, Angelica viene ricondotta dal marito, ad accoglierla non c'è l'uomo amorevole di un tempo, ma un essere gelido e desideroso di fargliela pagare. L'amore però non si dimentica facilmente e Joffrey lotta per trovar eun modo per superare l'ostacolo e la barriera che si è venuta a creare tra lui e Angelica, meditando, nel frattempo, di uccidere il misterioso pirata che reputa colpevole della caduta di sua moglie.


Quando scoprirà chi si nasconde davvero dietro all'identità del bandito, le cose andranno molto diversamente da quando aveva tenuto persino Angelica, fino al colpo di scena finale che porta sulle rive di Gouldsboro non solo un gruppo di giovani donne in cerca di un marito, ma anche una misteriosa duchessa destinata a suscitare non pochi turbamenti.

FRASI TRATTE DAL ROMANZO


LA TENTAZIONE DI ANGELICA

Se siete venuti qui a chiedermi che me ne vada con i miei ugonotti e i miei pirati, vi risponderò: No! E se siete venuti a chiedermi che vi aiuti a sterminare gli inglesi e a combattere contro gli irochesi per puro principio, vi risponderò "No. Non sono dei vostri, né di nessun altro. Non ho tempo da perdere e non penso utile trasferire nel nuovo mondo i contrasti mistici di quello vecchio.

(Joffrey de Peyrac)



***



Angelica! Purché non le fosse successo niente! Dovevo portarla con me. Saint-Castine  mi ha preso di sprovvista. Non avrei dovuto mai separarmi da lei, né di giorno né di notte, né un solo istante, la mia preziosa, la mia amata pazza" Ha condotto per troppo tempo una vita libera, Appena la si lascia sola, riaffiora la sua indipendenza.



***



Comprensiva nel suo silenzio, compassionevole e anche preveggente. La sua sposa redimeva con la sua presenza tutti i crimini e tutti gli orrori evocati.



***



—Non conosco il suo nome, ma se un giorno incontrerete un gran capitano con una macchi,a una macchia scura qui   — e si toccò la tempia—, beh, non vi fidate, i vostri nemici non sono lontani da lui. Servizio per servizio: dopo tutto, strega o no, aveva salvato il mio compagno.



***



La sua reputazione si era estesa e a  Houssnok,  una  nube  di indigeni si presentè per farsi curare dalla Dama bianca del lago d' Argento.





***



Tutti gli avventurieri del mondo, tutti i marinari del mondo, non sono nati per incontrarsi in tutti i punti del globo dove il mare spinge le loro barche?





***



 L'amore è una questione di pelle, di onde che si attraggono.



***



Ma non sono neanche un criminale, solo un uomo di mare che, a forza di combattimenti e di rapine, si è trasformato nel suo unico signore...conquistando la libertà, alla fine. Solo noi possiamo capire che questo vale più della vita.





***

L'uomo che la osservava vide passare, come se quel volto trasparente di donna fosse trasparente, il riflesso dei dolori e delle angosce mai rivelato e mai confessate, di quei dolori che le donne tengono per sé, perché gli uomini non potrebbero capire.



***



Li c'era il mistero, la spiegazione di quel terribile tradimento? Un amante di un'altra epoca, un uomo del passato, di quel passato che senza dubbio ancora desiderava, quando era libera, quando conduceva una vita meno dura, quando i capricci del suo corpo incantevole potevano essere soddisfatti a suo piacimento senza temere la collera esplosiva di un marito geloso.





***

E in quel silenzio che cadeva goccia a goccia, nel quale ogni secondo portava un altro peso di piombo,  Joffrey de Peyrac credette di morire di dolore.


***


Uscite, uscite da qui!  —disse con voce glaciale—  La vostra vista mi  ripugna. Vi ho detto di uscire! Non voglio più rivedervi...Non voglio sentire la tentazione di uccidervi! 

(Joffrey ad Angelica)


***


I suoi uomini prima, il suo rancore poi. Lo riconosco bene in questo.



***


Desiderava spingere quella porta, entrare, ritrovarsi di nuovo da solo con lei, inclinarsi sulla sua testa, impadronirsi di lei, stringerla contro il suo cuore, e dimenticare, dimenticare nella felicità dei gesti, delle carezze, del bisbiglio di voci, dei respiri che si intrecciano e si uniscono, baci parole ardenti,mormorate con serenità: «Amore  mio!  Amor mio! Non è successo niente, ti amo..»  E dimenticare, dimenticare tutto...Si ritrovò da solo.


***


Quel piccolo portoghese era ancora giovane...carne miserabile da forca dei moli di Lisbona, alimentato all'età di dodici anni di polvere, sole un un pugno di fichi. E poi il mare...Questo era tutto.


***


Oggi era lui che Angelica amava, quell'avventuriero magro e vigoroso come un moro, o come uno spagnolo, colui che la possedeva, quell'uomo brutto dai tratti inquietanti e marcati dalle sfide, e bello per tutto lo splendore dello spirito che germogliava dai suoi occhi di fuoco. Era quel gran signore carico di eredità e grandezza.

(Colin vedendo Angelica e Joffrey)


***


Che cos'è un bacio, dopo tutto? Delle labbra che si uniscono e si confondono e sono i cuori quelli che si incontrano. Due creature perse si intrecciano nel seno di una sicurezza divina, si riscaldano con i propri aliti, si riconoscono nelle tenebre di una notte nella quale hanno camminato da soli per troppo tempo. L'uomo, la donna...Non c'è altro. È tutto qui. 


****


Ma è sempre per difendersi che si uccide. Per difendere la propria famiglia, la propria vita, i propri scopi, i propri sogni. Rare sono le persone che uccidono solo per il male!




***


«Oh,  amore  mio!  Eravamo degli amanti tanto allegri e allo stesso tempo tanto seri. Tutte quelle pazze notti...tante risate, tanta allegria senza ombre, e potevamo guardarci senza fine, pazzamente, senza sentire vergogna!».

martedì 3 aprile 2018

Tutto per te di Laura Gay

Avevo apprezzato l'autrice di cui parleremo oggi per i suoi interventi sulla scrittura e mi aveva incuriosito, così, quando è uscito il suo ultimo lavoro Tutto per te, ho colto la palla al balzo e ho chiesto di recensirlo.


L'esperienza è stata insieme piacevole e spiazzante. Non mi aspettavo certo di leggere un erotico e forse, lo ammetto, non l'avrei neppure iniziato sapendolo, perché questo genere non è nelle mie corde e mi piace solo quando il profilo psicologico dei personaggi è ben delineato e, al di là delle scene di sesso, c'è una storia che coinvolge. Questo mi pone in una posizione difficile con il libro, perché non trovo giusto lasciare che il gusto personale prevalga in modo così deciso sul testo, ma lasciarlo non mi sembrava il caso e l'autrice, a dire il vero, non è affatto male.
Ma di cosa parliamo? Ecco a voi la trama:

Il giorno del matrimonio della sua amica Eva, Fiamma finisce a letto con Massimo, un affascinante agente letterario. Nessuno dei due vuole iniziare una storia, tanto più che si tratterebbe di una relazione a distanza: lei a Genova, lui a Milano. Le loro vite prendono quindi strade diverse, finché Fiamma non si presenta nell’ufficio di Massimo per dirgli che è incinta. All’inizio lui la prende male, chi gli assicura che quel figlio sia suo? Ma poi, riflettendoci, pensa di poter sfruttare la situazione a proprio favore: suo zio da tempo lo assilla perché si sposi. Massimo allora propone a Fiamma un accordo: lui la sposerà, riconoscerà il figlio in arrivo, ma lei si accontenterà di un matrimonio di facciata, in cui ciascuno di loro conserverà la propria libertà. Lei accetta e così i due partono alla volta dell’Inghilterra, per raggiungere i parenti di Massimo. Quello che Fiamma non sa è che la famiglia che sta per incontrare ha origini aristocratiche ed è tutt’altro che ben disposta ad accoglierla...
«Una scrittura avvincente e scorrevole, mai noiosa… Più si legge e più ci si trova a non voler smettere di farlo.»

L'amore tra Fiamma e Massimo è una lunga conquista che passa attraverso il sesso. Si vedono, si piacciono e si scoprono andando a letto insieme. Sembrerebbe una toccata e fuga, ma quella loro avventura ha una conseguenza ben più importante e nessuno dei due se la sente di ignorare l'accaduto, così, pur non avendo alcun legame, decidono di impegnarsi, sposandosi.
Qualcuno potrebbe obiettare che al giorno d'oggi una decisione così drastica è forse inopportuna, ma l'autrice la giustifica con l'apparente esigenza di Massimo di trovare qualcuno da presentare allo zio, anche se lascia intendere che in realtà al protagonista Fiamma piace da subito. 
Fiamma a sua volta non si sottrae a quell'assurda proposta per garantire un padre a suo figlio, lusingata anche dalla decisione di quell'uomo, apparentemente così diverso dagli altri che ha sempre frequentatato, di darle un ruolo così importante nella sua vita. Fiamma è abituata allo sguardo degli uomini e anche al loro scarso interesse per il suo universo interiore, così quando Massimo le chiede di sposarla, accetta. Finalmente avrà un ruolo importante nella vita di qualcuno e potrà crescere suo figlio in una situazione di maggiore tranquillità economica e sociale.
Gli accordi sono chiari: si sposeranno, ma ognuno potrà continuare la propria esistenza. All'apparenza tutto è semplice, ma fin dall'inizio è chiaro che l'accordo salterà, perché nessuno dei due è veramente in grado di separare la sfera sessuale da quella sentimentale e così, senza che neppure se ne rendano conto, si scoprono a vivere una relazione di coppia, che li porta ad essere gelosi l'uno dell'altro. Tutto sembrerebbe portare facilmente al lieto fine, ma, a ostacolare il nascente amore, ci sono i parenti di Massimo che faranno di tutto per separarli, portandoli a capire quanto solido in realtà sia il loro legame.
A mio parere questo romanzo ha due anime che si sfiorano e non si integrano completamente: c'è quella erotica, con scene più o meno esplicite che coinvolgono non solo i protagonisti e un'anima romantica che fa di tutto per emergere e a tratti prende il sopravvento. Questo, però, a mio parere, delude il lettore alla ricerca di qualcosa di ben specifico che non si riconosce pienamente nell'uno e nell'altro, lasciandolo confuso e a volte frustrato.
Da qui i pareri discordanti su questo romanzo che è scritto in modo scorrevole e pulito, ma che in poche pagine trasforma un approccio sessuale in una grande storia d'amore. Questa, a mio parere, è la forzatura. L'amore a prima vista, se non ha la fortuna di trovare qualcosa di solido che nel passaggio dai sensi alla vita quotidiana lo sostenga,  integrando la parte sessuale, inevitabilmente si perde.
Da qui, una parte di me assegnerebbe ben quattro stelline al romanzo, ma non sarebbe onesto, perché a prevalere nel giudizio sarebbe il mio apprezzamento per l'autrice che riesce con pochi tratti di penna a ricreare l'atmosfera, lasciando scorrere davanti ai nostri occhi uno di quei sceneggiati televisivi che siamo abituati a guardare in TV. La storia, però, non è all'altezza dell'autrice e questo crea un disagio tra il desiderio di premiare l'autore e la consapevolezza che la storia ha dei punti irrisolti. Non nella coerenza narrativa, ma nel modo in cui si volgono gli eventi. Troppo frettolosa la decisione di Massimo di sposare Fiamma, così come il passaggio dal sesso all'amore. Non per Fiamma che si ritrova a vivere un sogno e si aggrappa all'idea di avere finalmente qualcuno che la apprezza per quello che è, ma da parte di Massimo che continua a vederla come un oggetto sessuale. Forse questo passaggio andava trattato meglio... Non permettendo al lettore di capire come Massimo scopra il mondo interiore di Fiamma diventa difficile credere che la loro unione durerà, perché non si conoscono e l'unica cosa che condividono è la complicità tra le lenzuola. Indipendentemente da ciò, assegno al libro tre stelline e mezzo, per l'autrice che, a mio parere, può regalarci storie davvero carine.