Quando la scrittura danza: perché Una zitella d'oro di Rebecca Quasi è una lezione di stile

Ci sono libri che leggi per sapere come vanno a finire, e libri che leggi anche per sapere come vanno a finire, ma soprattutto per il puro privilegio di stare in compagnia delle parole. Una zitella d'oro di Rebecca Quasi appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

 


 

Miss Cecily Higgins, come ogni fanciulla che si rispetti, è alla ricerca di un marito. Dotata di un'intelligenza vivace e di un certo pragmatismo, si prepara alla stagione mondana con piglio scientifico, riempiendo pagine e pagine di quaderni con le strategie più sofisticate per affrontare la caccia all'uomo. Cecily è persino disposta ad accontentarsi, in fondo sa di non essere ricca e di non provenire da una famiglia importante: non c'è spazio per indugiare in fantasticherie romantiche. Sfortunatamente, la ragazza non ha fatto i conti con la sfacciataggine del duca di Wessex, il gentiluomo più ambito dell'alta società, che una sera la invita a danzare per scommessa. Nonostante l'impaccio, l'attrazione fra i due è palpabile, ma le gerarchie sociali non permettono altro, oltre a quel ballo. In compenso, l'innocuo gioco del duca si trasforma in un evento capace di mutare il destino della fanciulla. Un solo giro di valzer basta a fare di Miss Higgins una zitella. Quando lei e Wessex anni dopo si rincontrano, Cecily non è più la stessa, ha accantonato ogni velleità matrimoniale, i balli e gli abiti sfarzosi sono solo un ricordo. La ragazza di un tempo ha lasciato il posto a una giovane donna che ha scoperto le lusinghe dell'indipendenza e l'eccitazione della libertà. Due qualità irresistibili, sufficienti a far capitolare un duca. Ma come si fa a sedurre una dama che ha giurato di restare zitella?



La prima cosa che colpisce è la prosa: fluida, impeccabile, viva. La penna di Rebecca Quasi non si limita a raccontare, ma danza sulla pagina. Ha un ritmo che ti trascina e un’ironia affilata che rende i dialoghi veri e propri duelli d'ingegno, dove ogni battuta è una pennellata di caratterizzazione. I personaggi non si muovono su uno sfondo rigido; giocano con il lettore, lo stuzzicano, lo conquistano frase dopo frase.

L'intreccio non cerca l'artificio ad ogni costo, e non ne ha alcun bisogno: la struttura si regge interamente sulla solidità dei suoi protagonisti e sulla sicurezza stilistica dell'autrice. C'è una leggerezza calcolata, una libertà narrativa consapevole che rende la lettura un piacere continuo, di quelli che ti fanno venire voglia di ricominciare daccapo non appena arrivi all'ultima pagina. Detto questo, ciò che rende la storia così godibile non è tanto la promessa dell'incastro amoroso, sappiamo dove andrà a parare, ed è giusto che sia così, quanto il modo in cui Cecily rivendica la propria voce e il proprio spazio. La trasformazione da giovane donna pragmatica ma condizionata dalle regole sociali a donna indipendente che spiazza il duca è gestita con una grazia e un garbo davvero rari.

Consigliare un'autrice come Rebecca Quasi è un esercizio di pura gratitudine letteraria. Se cercate una storia dove la qualità della scrittura è padrona assoluta e la brillantezza dei dialoghi vi farà sorridere a ogni pagina, sapete già cosa mettere in lista.

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