Forse non hai smesso di amare i romance. Forse ti sei semplicemente stancata di leggerli.
Ci sono momenti in cui un lettore pensa di essersi stancato di un genere.
Continua a scegliere quei libri, continua a leggere le trame, continua magari a salvarne qualcuno per il futuro, ma qualcosa non funziona più come prima.
Dopo qualche capitolo si accorge di sapere già dove sta andando la storia. E allora pensa: forse non mi piacciono più i romance. Ma a volte non è questo a smorzare il tuo entusiasmo.
Conoscere il lieto fine non è necessariamente un problema. Anzi, in un romance è parte del piacere.
Non leggiamo una storia d'amore perché vogliamo scoprire soltanto se i protagonisti finiranno insieme. Lo sappiamo, o almeno lo immaginiamo. La vera domanda è un'altra: che cosa dovrà succedere perché arrivino a quel punto?
Chi erano prima di incontrarsi? Perché si desiderano? Perché non riescono a fidarsi? Che cosa li tiene lontani? Che cosa rischiano scegliendosi? E soprattutto: come cambieranno lungo il percorso?
È lì che, per me, nasce la differenza tra sapere come finirà una storia e avere voglia di continuare a leggerla.
Una persona non è soltanto il momento in cui incontra quella giusta. Ha una famiglia, ha un passato, ha paure, convinzioni, ambizioni, errori. Ha imparato qualcosa sull'amore prima ancora di incontrare chi potrebbe farle cambiare idea.
Chi erano prima di incontrarsi? Perché si desiderano? Perché non riescono a fidarsi? Che cosa li tiene lontani? Che cosa rischiano scegliendosi? E soprattutto: come cambieranno lungo il percorso?
È lì che, per me, nasce la differenza tra sapere come finirà una storia e avere voglia di continuare a leggerla.
Una persona non è soltanto il momento in cui incontra quella giusta. Ha una famiglia, ha un passato, ha paure, convinzioni, ambizioni, errori. Ha imparato qualcosa sull'amore prima ancora di incontrare chi potrebbe farle cambiare idea.
Per questo mi interessano i personaggi che arrivano sulla pagina già completi di una vita. Voglio sapere che cosa hanno perso, che cosa desiderano, che cosa non sono disposti a sacrificare e quali sono le cose che non riescono a dire nemmeno a se stessi.
Lo stesso vale per la persona di cui finiranno per innamorarsi. Perché se due personaggi non hanno altro da fare che innamorarsi, tutto ciò che accade tra loro rischia di diventare prevedibile.
Una storia d'amore ha bisogno di un mondo intorno. È anche per questo che amo il romance storico.
Non soltanto per gli abiti, le carrozze, le case di campagna o le sale illuminate dalle candele. Mi interessa ciò che quell'epoca impone ai personaggi.
Nel 1816 una scelta sentimentale poteva avere conseguenze molto concrete sulla reputazione, sulla famiglia, sul patrimonio, sul futuro di una donna o di un uomo. Non puoi semplicemente ignorare ciò che ti circonda e decidere di vivere il tuo amore come se il resto del mondo non esistesse.
E questo, narrativamente, mi interessa moltissimo, perché significa che anche un sentimento sincero può trovarsi davanti a ostacoli che non si risolvono con una dichiarazione d'amore.
A volte ci sono cose che non possono essere dette, persone che non possono essere deluse, scelte che hanno un prezzo, segreti che, una volta rivelati, possono cambiare tutto.
In una storia così, l'epoca non è uno sfondo, fa parte della narrazione.
E questo, narrativamente, mi interessa moltissimo, perché significa che anche un sentimento sincero può trovarsi davanti a ostacoli che non si risolvono con una dichiarazione d'amore.
A volte ci sono cose che non possono essere dette, persone che non possono essere deluse, scelte che hanno un prezzo, segreti che, una volta rivelati, possono cambiare tutto.
In una storia così, l'epoca non è uno sfondo, fa parte della narrazione.
C'è poi una cosa che continuo a trovare affascinante: la differenza tra desiderare qualcuno e amarlo.
L'attrazione può essere immediata, ma l'amore no. Puoi guardare una persona e sapere di desiderarla, puoi sentirti attratto da qualcuno che conosci appena, puoi persino convincerti di sapere già che cosa provi, ma amare significa conoscere. Significa vedere l'altra persona quando smette di essere esattamente come vorresti che fosse, anche a livello inconscio. Significa scoprire le sue contraddizioni, cambiare idea, avere paura, scegliere. E qualche volta significa capire che il sentimento che credevi di avere all'inizio non era ancora amore.
L'attrazione può essere immediata, ma l'amore no. Puoi guardare una persona e sapere di desiderarla, puoi sentirti attratto da qualcuno che conosci appena, puoi persino convincerti di sapere già che cosa provi, ma amare significa conoscere. Significa vedere l'altra persona quando smette di essere esattamente come vorresti che fosse, anche a livello inconscio. Significa scoprire le sue contraddizioni, cambiare idea, avere paura, scegliere. E qualche volta significa capire che il sentimento che credevi di avere all'inizio non era ancora amore.
Per questo mi piacciono le storie in cui il sentimento ha il tempo di trasformarsi. Non perché debbano essere lente a tutti i costi, ma voglio sentire quel cambiamento. Voglio accorgermi del momento in cui due persone smettono di essere soltanto due persone attratte l'una dall'altra e diventano qualcosa di diverso.
Forse, quindi, se ultimamente fai più fatica a trovare romance che ti coinvolgano, non hai smesso di amare le storie d'amore. Stai cercando qualcosa che contenga l'amore, ma non si esaurisca nell'amore. Una storia con personaggi che abbiano una vita, con un mondo nel quale immergerti, con una trama che non esista soltanto per portare due persone l'una tra le braccia dell'altra, con descrizioni che ti facciano vedere i luoghi, con personaggi secondari che abbiano una ragione per essere lì, con conflitti che non possano essere risolti in due pagine. E con una relazione che abbia il tempo di diventare importante.
Dunque, forse non ti sei stancata dei romance. Ti sei semplicemente stancata di storie che non ti danno più nulla da scoprire.
Io per prima mi sono sentita così. Amo le storie d'amore, i romanzi che ne parlano, ma voglio qualcosa di più. E quel di più non è utopia. Ci sono libri che costruiscono un mondo intorno e insieme alla storia d'amore. È questa la ragione per cui scrivo.
Mi chiamo Felicia e da diversi anni scrivo con lo pseudonimo di Marianna Vidal e di Rossella D'Arcy e nei miei romanzi cerco di raccontare di amori che abbiano intorno una storia più grande: un'epoca, una famiglia, delle regole, dei segreti, delle scelte e soprattutto persone che arrivano all'amore portandosi dietro tutto ciò che sono state prima di incontrarsi.
Se è questo il genere di storia che stai cercando, forse sei arrivata nel posto giusto.
Forse, quindi, se ultimamente fai più fatica a trovare romance che ti coinvolgano, non hai smesso di amare le storie d'amore. Stai cercando qualcosa che contenga l'amore, ma non si esaurisca nell'amore. Una storia con personaggi che abbiano una vita, con un mondo nel quale immergerti, con una trama che non esista soltanto per portare due persone l'una tra le braccia dell'altra, con descrizioni che ti facciano vedere i luoghi, con personaggi secondari che abbiano una ragione per essere lì, con conflitti che non possano essere risolti in due pagine. E con una relazione che abbia il tempo di diventare importante.
Dunque, forse non ti sei stancata dei romance. Ti sei semplicemente stancata di storie che non ti danno più nulla da scoprire.
Io per prima mi sono sentita così. Amo le storie d'amore, i romanzi che ne parlano, ma voglio qualcosa di più. E quel di più non è utopia. Ci sono libri che costruiscono un mondo intorno e insieme alla storia d'amore. È questa la ragione per cui scrivo.
Mi chiamo Felicia e da diversi anni scrivo con lo pseudonimo di Marianna Vidal e di Rossella D'Arcy e nei miei romanzi cerco di raccontare di amori che abbiano intorno una storia più grande: un'epoca, una famiglia, delle regole, dei segreti, delle scelte e soprattutto persone che arrivano all'amore portandosi dietro tutto ciò che sono state prima di incontrarsi.
Se è questo il genere di storia che stai cercando, forse sei arrivata nel posto giusto.





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