Può un killer scegliere la vita?
Può un uomo che ha ucciso – o che è pronto a farlo – fermarsi? Può provare, non una, ma due volte a togliere la vita a una donna… e non riuscirci? Non perché manchi di determinazione, ma perché lei parla, parla troppo, parla al cuore. Farah non supplica per sé. Piange, sì, ma con dignità. Si appella a suo figlio. Quel bambino che Tahir conosce. Che in silenzio ha imparato ad amare. Un figlio che gli ricorda un sé stesso dimenticato, più piccolo, più fragile, più puro. Tahir vorrebbe solo che lei tacesse. Ma Farah non è fatta per il silenzio. Gli offre una via d'uscita: diventare come lui, una criminale. Forse è l’unico modo per salvarsi. Nei suoi occhi si accende qualcosa, un’idea, una speranza. Se lei entra nel giro, Ali Galip sarà soddisfatto. E lui, Tahir, non dovrà sporcarsi le mani. Non con lei. Perché, anche se non lo ammetterebbe mai, lui l’ammira . E quel bambino? Quel bambino gli piace. Gli ricorda chi era prima . Ma Ali Galip è più sveglio di tutti. Ha già capito tutto...