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domenica 25 novembre 2018

UN'AQUILA NEL CIELO di Wilbur Smith


Tante volte, nei vari gruppi sui social che parlano del genere rosa come romanzo, ho trovato la domanda su come sarebbe stato scritto un libro che parla d'amore da parte di una penna maschile. Anche se è pur vero che il "romance" in senso stretto è ad appannaggio soprattutto di autrici femminili, l'amore non è una prerogativa solo femminile e questo sentimento, visto e vissuta da parte di uno scrittore, si arricchisce di colori e sfumature diverse.


Avevo letto e mi ero appassionata a MONSONE, romanzo fiume di Wilbur Smith, appartenente al filone della saga sui Courtney, e ne ero rimasta positivamente colpita, anche perché, malgrado fosse soprattutto un romanzo d'avventura, non mancavano le storie d'amore, quelle importanti, che segnavano la vita dei due protagonisti principali.


Quando dalla mia libreria ho tirato fuori UN'AQUILA NEL CIELO, volume impolverato e ingiallito, finito chissà come tra i testi non letti e dimenticati sugli scaffali, vedendo che era stato scritto dallo stesso autore, mi sono entusiasmata e ho deciso di leggerlo, imbattendomi in una storia d'amore di quelle forti, dominanti, che cambiano e segnano la vita.


David Morgan ha tutto quello che la fortuna può concedere ad un essere umano. È giovane, vincente, bellissimo e con un patrimonio così sconfinato, fatto di fondi fiduciari che i suoi genitori, morti in un incidente, gli hanno lasciato secondo un piano che gli permetterà fino alla vecchiaia di vivere semplicemente di rendita. Eppure il suo animo è irrequieto e l'unica cosa che riesce a dargli soddisfazione è il volo.


Quando lo zio, alla fine della scuola, gli fa capire che è giunto per lui il momento di prendere in mano le redini dell'azienda di famiglia, David preferisce posporre il momento e partendo per un viaggio di formazione in giro per l'Europa, alla ricerca di qualcosa che possa dare senso alla sua vita. Sarà proprio durante questo viaggio che, in Spagna, incontra due ragazzi israeliani, Debra e Joe Mordecai, da cui si sentirà attratto, non solo per la bellezza di Debra, ma anche perché risvegliano in lui il ricordo delle sue origini, visto che sua madre era ebrea.


Pur scontrandosi con Debra, che si rivela da subito non una semplice avventura come le altre, ma una donna dotata di una certa profondità, alla fine David finirà per raggiungere i due Mordecai ad Israele, dove si lascerà coinvolgere dalle vicende umane e politiche di questa terra tormentata, finendo per entrare nella aeronautica israeliana, grazie anche all'appoggio del Generale Mordecai, il padre di Debra e Joe.


L'amicizia, l'amore profondo e la scoperta di sé emergono in questa parte del romanzo con una potenza descrittiva intensa e bellissima, mentre un alone sinistro sembra profilarsi all'orizzonte, malgrado la vita assolutamente rosea e felice che Debra e David vivono, decisi a coronare il loro sogno d'amore, ma il matrimonio di Joe, tanto a lungo atteso, si rivelerà l'inizio di una fase di dolore assoluto che esploderò nel famoso scontro aereo con il nemico, uno dei punti apice della drammaticità della storia.


David e Debra si perderanno e ritroveranno, per poi decidere, profondamente segnati, di cercare di creare un angolo tutto loro, dove poter vivere la loro felicità, ma anche Jabulani, la piccola oasi di pace nel veld sudafricano, è un paradiso che nasconde un serpente pericoloso, ovvero Johan Akkers, un cacciatore di frodo, pronto a tutto pur di impedire ai nuovi arrivati di rompere gli equilibri stabiliti nella regione.


Romanzo intenso, pieno di avventura, ma soprattutto d'amore, dove l'autore riesce a raggiungere un equilibrio perfetto tra i due elementi, raccontandosi la storia di due persone che si incontrano, si cambiano, migliorano grazie alla reciproca presenza nella vita dell'altro. Il finale sembra un po' frettoloso, ma in realtà chiude un cerchio, permettendo, finalmente, a David di riconciliarsi anche con quel suocero che lo aveva accolto come un figlio, ma che a sua volta aveva pagato un tributo altissimo di dolore.  Decisamente un romanzo che merita!

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