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domenica 22 gennaio 2017

THE STRANGER FROM THE SEA - POLDARK 8 - di Winston Graham


Dopo la fine della lettura di THE STRANGER FROM THE SEA (lo sconosciuto venuto dal mare) non nego di avere qualche perplessità narrativa sull'evoluzione del racconto che in qualche modo si conclude lasciando aperte troppe porte e non garantendo quello che per me è sempre essenziale in una storia, ovvero un finale chiuso. La lettura di THE MILLER'S DANCE finisce per essere una tappa obbligatoria, per poter godere appieno del fascino di questo nuovo libro.


Vedendo questo volume come la prima parte di un nuovo ciclo, bisogna riconoscere tutti i suoi meriti e soprattutto la presenza di una coppia che, malgrado il passare degli anni, continua ad esercitare un certo fascino e soprattutto ad amarsi in modo ormai solido, sicuro ed appassionato, basti pensare al rincontro dopo che per mesi Ross è stato lontano, in missione in Europa.


Se da un lato ritroviamo Demelza e Ross, quanto mai affiatati, non mancano neanche un'altra coppia a cui ho affidato il mio cuore, ovvero quella degli Enys, con un Dwight quanto mai interessato alle nuove scoperte in campo medico, consulente anche delle classi alte (tanto da aver visitato segretamente il Re ormai pazzo) ed una Caroline che con gli anni non ha perso il suo spirito mondano e apparentemente cinico. 


Drake e Morweena si sono trasferiti e sappiamo che vivono finalmente serenamente il loro amore, che è stato coronato dalla nascita di un figlio, mentre Sam e Rosina alla fine si sono trovati e sposati, senza l'aiuto di Demelza, che in cuor suo ci aveva sempre sperato. Se le vecchie storie in qualche modo sono concluse, le nuove generazioni cominciano ad imporsi sulla scena del romanzo, con i due figli di Ross, Jeremy e Clowance.


Jeremy è molto diverso dal padre e quando inizia la storia in qualche modo si sente più in sintonia con la madre. Apparentemente il ragazzo infatti non sembra avere interessi particolari e utilizza il suo tempo per andare a pesca in compagnia dei ragazzi del posto, tra i quali spicca Ben Carter, il famoso figlio di Jinny, che le male lingue del paese avevano attribuito a Ross come paternità per via della famosa cicatrice sul viso che il ragazzo porta fin da quando ancora neonato era stato aggredito da un malintenzionato ossessionato da Jinny. E vi confesso che Ben è in qualche modo il mio preferito nella triade di corteggiatori della bellissima Clowance.


Un giorno, mentre sono al largo con la loro barca, i ragazzi recuperano un uomo ferito. Si tratta di Stephen Carrington, un avventuriero spericolato e passionale, che finirà per travolgere come un'onda la vita non solo di Jeremy, ma anche quella di Clowance.


Quest'ultima ha ereditato il fascino dei suoi genitori ed è una ragazza dallo spirito indipendente e passionale, che finisce per attirare l'attenzione di tutti gli uomini intorno a lei, ai quali però la ragazza non sembra particolarmente interessata, fino a quando i suoi occhi non si poseranno su Stephen Carrington.


Il mio problema principale è stato proprio questo personaggio. Pur descrivendocelo come un uomo affascinante, passionale, pieno di intraprendenza, la mia diffidenza nei suoi confronti nasce dal fatto che Stephen è abituato a mentire e malgrado l'accoglienza della famiglia Poldark e soprattutto dell'amicizia dei due più giovani, finirà per cambiare versione sulla sua reale presenza diverse volte, suscitando quindi il mio fastidio. 


Clowance, malgrado sia stata presentata come una giovane indipendente ed autonoma, finisce per sentirsi irrazionalmente attratta dall'uomo, che non mancherà però di deluderla quando, dopo una lunga assenza, si presenterà al ballo di San Giovanni, la festa della vigilia di mezza estate, con un'altra ragazza del posto. Questa delusione la indurrà ad accettare l'invito di una ricca famiglia presentatale grazie all'intercessione di Caroline, decisa in qualche modo ad ampliare l'orizzonte della sua figlioccia, per permetterle di valutare attentamente l'uomo a cui donare la sua vita. Ma Edward non riuscirà nell'impresa e temo che nel prossimo libro, Clowance capirà di essere innamorata di Stephen.


Se da un lato seguiamo le vicende di Clowance e dei suoi primi palpiti, osservati con attenzione dai suoi genitori, in modo particolare da Demelza (che accompagnerà la figlia durante il suo soggiorno nella villa dei Fitzmaurice brillando praticamente più della figlia), dall'altro lato seguiamo il giovane Jeremy, la sua passione per l'ingegneria e le possibilità del motore a vapore (che proporrà di utilizzare per la Wheal Leisure strappata a George Warleggan per un capovolgimento degli eventi), dall'altro lato assistiamo al suo innamoramento per Cuby Trevanion, appartenente ad una famiglia poderosa, che però per denaro scoraggia la relazione tra i due, sperando di poter accalappiare per la ragazza un buon partito.


Mentre George Warleggan, dopo dieci anni di lutto in cui non è riuscito a chiudere completamente con il ricordo di Elizabeth, affronta una crisi economica e allo stesso tempo si apre alla possibilità di un nuovo matrimonio, sono soprattutto altre figure sfuggenti che hanno colpito la mia immaginazione, spingendomi a desiderare in un loro ritorno sulla scena, ovvero Geoffrey Charles, che appare un miscuglio del fascino mondano di Francis e della determinazione di Ross, e Valentine Warleggon, il famoso bambino nato con la luna nera, ormai diventato un uomo affascinante.


Il primo combatte in Portogallo la guerra contro Napoleone e tranne l'incontro sul fronte con lo zio Ross, con cui condivide momenti di confidenza e di battaglia, si limita a mandare una lettera a Ross, senza accennare alla possibilità di ritornare a Trenwith, luogo della memoria e della sua infanzia, che ancora in qualche modo suscita in lui uno strano dolore. Valentine compare invece durante una cena in cui è seduto accanto alla seducente Clowance, con la quale si intrattiene esercitando tutto il suo fascino, senza neanche immaginare il vero legame che li unisce.


Il romanzo si presenta interessante, ma come dicevo, è quasi un introduzione dei personaggi e di quello che verrà. Le qualità narrative di Graham ci sono tutte, ma il non aver introdotto un filone narrativo unico per questo volume in qualche modo rallenta il ritmo, pur riprendendoci per meno e guidandoci nuovamente in questo angolo di mondo, ricco di storie e di fascino, dove i Poldark come sempre brillano per il loro carisma e la loro originalità.

FRASI TRATTE DAL LIBRO


Zio, sei ricco? Lo dubito. Non è mai stato nel carattere dei Poldark diventare ricchi, indipendentemente da quanto il destino li abbia favoriti. 
(Geoffrey Charles a Ross)


***
Eppure sono sicura che non è stato come tra te e papà. Il vostro rapporto è qualcosa di speciale. Non sarò mai così fortunata da trovare un uomo come lui, e naturalmente non potrò mai essere come te.
(Clowrence parlando della relazione di Ross con Elizabeth)


***
''Qualcosa deve essere fatto contro questo Corso, zio. È spaventoso pensare che dopo tutto questo tempo, il tipo ha appena compiuto quarant'anni. Il problema con i geni -sia del bene che del male - è che iniziano così giovani.
(Geoffrey Charles)


***
Come aveva detto a Demelza, la cosa più importante era trovare un equilibrio: povertà e ricchezza ognuna in qualche modo provocavano infelicità. Con i soldi, l'unico modo per essere felici è continuare ad averne quasi abbastanza.  
(Ross)


***
Persino quando Elizabeth era viva, le era sembrato un uomo solo,  sebbene senza dubbio era una solitudine provocata dall'asprezza dei suoi umori. Ross e lui, ovviamente, non si sarebbero mai mischiati: persino senza l'abrasivo elemento di Elizabeth, erano come acqua ed olio.
(Caroline pensando a George)


***
Oh...per quanto riguarda Clowance...cosa desidero per lei? Una vita che sia felice anche solo la metà della mia...con un uomo di sua scelta...Lasciamola scegliere, Caroline. Deve farlo lei.  
(Demelza a Caroline)


***
Ci siamo visti e quando è successo, non abbiamo avuto occhi per nessun altro. 
(Dwight a Caroline)


***
'È comune nel tuo paese?'
'No. Non ce ne sono altri che io sappia.
''Ha un significato? Mi riferisco nella lingua della Cornovaglia.
''Si, penso di si. Credo che mia madre mi ha detto che significa "Eco nella valle"
'Eco nella valle' disse Lord Edward, guardandola. 'Un nome davvero appropriato.


***
Jeremy Poldark era un giovane amabile che era cresciuto nella stabilità ed comfort di una famiglia dove i modi poco formali nascondevano gli affetti più profondi e dove i litigi quasi sempre finivano in risate. 


***
Sebbene concepito quando suo padre aspettava di andare in tribunale rischiando la vita e nato durante un periodo di grande ristrettezza economica dei suoi genitori, non sembrava aver niente del pessimismo oscuro e radicato di Ross e davvero poco della vitalità impulsiva e brillante di Demelza.  Forse più di qualsiasi altro membro della sua famiglia aveva un vero senso celtico del laissez-faire.
(Jeremy Poldark)


***
Demelza si chiese se sarebbe mai arrivato un momento in cui, obesa, piena di verruche e ammorbidita dagli anni, non avrebbe reagito alla vista del marito in piedi sulla soglia della porta, quando le sue mani non avrebbero formicolato e lo stomaco non si sarebbe annodato.  Se così, non era ancora arrivato quel momento.


***
"Giorno dolce, così fresco, così calmo, così luminoso, la sposa della terra e del cielo..."
Guardò la candela tremolante. 
"Non c'è niente di fresco e calmo tra di noi stanotte, ma penso che ci siano stati il cielo e la terra.
Lei disse in un sussurro, nascondendo l'emozione: 
'Mio Dio, credo che è la cosa più carina che mi hai mai detto!
'Oh no, devono essercene altre....
''Ce ne sono state altre. Le tengo tutte in una scatola speciale nella mia memoria e quando mi sento trascurata, le tiro fuori e ci ripenso.
(Demelza e Ross)


***
Il suo più grande nemico....il suo solo nemico.. George era sempre stato li in Cornovaglia, ai ricevimenti, agli incontri, il suo vicino, sempre troppo potente, troppo ricco. Per uno strano capovolgimento di eventi sembrava che adesso George fosse nelle sue mani. Che aveva detto Demelza? Quello che George ed i suoi parenti avevano fatto, era qualcosa con cui dovevano convivere loro. Quello che facciamo noi, dobbiamo conviverci noi. Non avrebbe dovuto prendervi parte.
(Ross)


***
Avrò tempo per riposare quando sarò morto....cosa che non tarderà, come hai sicuramente previsto. Allora il nome dei Warleggan potrà andare all'inferno per quello che mi importa!
'E forse ci andrà!" disse George in un sussurro. 
***


Quando Ross se ne fu andato, Jeremy disse: 'Voi due avete un linguaggio segreto che mi batte. Dannazione, che cosa significata tutta quella cosa biblica? Era Caifa, hai detto?
"Non ci pensare, " disse sua madre. " A volte è meglio essere oscuri. 


***
Caro zio Ross, solo durante una pausa nei combattimenti, quando eravamo l'uno affianco dell'alto tra i proiettili sulla collina nebbiosa di Bussaco che all'improvviso ho pensato che non eri davvero mio zio, ma mio cugino... o cugino in seconda. Penso che questo sia più accurato....Comunque, zio prima e zio devi rimanere... 
(Lettera di Geoffrey Charles a Ross dal fronte portoghese)
***


'Sai, c'è un detto della Cornovaglia che dice...Dwight me lo ha ricordato ieri per un altra faccenda...Dice: "Salva uno sconosciuto dal mare e lui diventerà il tuo nemico!"
(Caroline a Jeremy)


***
Ecco penso che mi hai ingannato, perché se fosse vero, non ci sarebbe dovuta essere una certa esitazione, un rossore  sulle guance fanciullesche?
'Le mie guance non arrossiscono.
''Scommetto che dovremmo provare qualche giorno.' Valentine rise. 'Devi ricordare che non siamo davvero cugini...cugina!
(Valentine e Cowance)


***
Non è niente, Demelza. Niente. Te l'ho detto prima. Le persone che vantano i loro antenati sono come i tuberi. Tutta la loro importanza è sottoterra. 
(Ross a Demelza)
***

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