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lunedì 15 giugno 2015

L'ultima fuggitiva di Tracy Chevalier

Della Chevalier avevo già letto "La ragazza con l'orecchino di perla" e nonostante il senso di tristezza, che mi ha accompagnato per giorni, devo dire che la capacità di rievocare atmosfere e sentimenti è veramente notevole.
Così, quando in libreria ho trovato questo romanzo edito da Neri Pozza ho pensato che valesse la pena acquistarlo e non mi sbagliavo.


L'ultima fuggitiva, ambientato a metà dell'Ottocento, narra la storia di Honor Bright che dopo la rottura del fidanzamento da parte di Samuel, con cui si frequentavano da bambini, per sposarsi con un'altra donna, decide di seguire la sorella Grace in America, in Ohio, dove sposerà il compatriota inglese Adam Cox.
L'idea di lasciare l'Inghilterra la rattrista, ma dopo la fine della sua unione sentimentale, le sembra la soluzione più giusta per lei che vuole voltare pagina.
Purtroppo le cose non vanno affatto come progettato. La traversata in mare di un mese si rivela disastrosa e al loro arrivo sulla terraferma, qualcosa di spaventoso si abbatte sulla nostra protagonista, la morte della sorella Grace affetta da febbre gialla.


Honor si ritrova sola, in una terra sconosciuta, con la prospettiva di tornare a casa, riaffrontando il mare o di continuare il suo viaggio fino a Faithwell, dove il futuro sposo attende Grace. Honor sceglie la seconda opzione. Grazie agli Amici della comunità dei Quaccheri, giunge alla casa di Belle Mills, una commerciante di cappelli, che in segreto aiuta i neri a fuggire verso il Canada.
Lungo il percorso verso "casa", Honor conosce Donova, un cacciatore di schiavi, che da subito le palesa il suo interesse, ma lei, pur sentendosi attratta da lui, non ha altro pensiero che arrivare da Adam, per dirle della sorella e scoprire quale sarà il suo destino.
Presto scoprirà che quell'uomo dai modi spiccioli, è il fratello di Belle, che la mette in guardia sul conto di Donovan, spiegandole che non le conviene in assoluto dargli corda.
Il soggiorno nella casa di Belle crea tra le due donne un legame, che si consoliderà presto in una sincera e tenera amicizia, che continuerà anche dopo, quando Adam Cox avvisato del suo arrivo la andrà a prendere.
La notizia della morte della sorella cambia completamente le carte in tavola. Adam Cox è uno scapolo, che di recente ha perso il fratello e vive insieme alla vedova di questi. L'arrivo di un'altra donna, non sposata non è ben vista nel piccolo paese e così Honor, consigliata anche da Belle, accetta di sposare Jack, un giovane di buona famiglia, con discreti possedimenti.
La convivenza con la famiglia di questi si rivela difficile, anche perchè Honor ha iniziato ad aiutare i fuggiaschi neri, che passano per la proprietà e l'idea non piace alla madre di Jack che spinge il figlio ad affrontare la moglie. Inoltre, questa sua ostinazione ad aiutare gli schiavi, porta sempre più spesso in zona Donovan, che con l'inasprimento delle leggi su chi aiuta i neri, rischiano una grave ammenda.
La situazione precipita, quando, Honor, sotto pressione della suocera, non soccore un nero con un piede ferito e questi nella notte muore.
Indignata, Honor inizia una protesta silenziosa, che la porta a non parlare con nessuno per diversi mesi. Adam Cox, su invito della famiglia del marito e della comunità degli Amici, le rivela che se continuerà a punirli con il suo silenzio, sarà allontanata dalla comunità e dalla famiglia del marito, a cui resterà il bambino che porta in grembo.


Preso atto di quanto deciso sul suo conto, Honor approfitta della fuga di una schiava che aveva conosciuto in precedenza per fuggire di casa, alla ricerca di un futuro diverso per lei ed il bambino che porta in grembo.
Troverà rifugio a casa di Belle, dove darà alla luce una bambina, Confort Grace.
Il marito, avvisato, la raggiunge, ma Honor non sa decidersi... Tornare dal marito o ripartire alla volta dell'Inghilterra? La decisione giungerà inaspettata e dolorosa ed il prezzo da pagare sarà alto per diverse persone.
Leggendo le recensioni in giro, si lodano le capacità descrittive della nostra autrice, ma si criticano alcuni aspetti del romanzo, come l'eccessiva attenzione al cucito, lo scarso dinamismo della storia, il finale a parere di qualcuno scontato e la scarsa analisi della schiavitù. Se alcune critiche le posso condividere, altre mi sembrano effettivamente gratuite.
Il cucito è un filo conduttore di tutta la storia. E' il legame che tiene unita Honor alla sua terra, alle sue tradizioni ed è contemporaneamente un elemento di congiunzione con il futuro. Ho trovato bella l'idea di prendere pezzi di stoffa degli indumenti delle persone che passano nella nostra vita, per immortalarle in pezzi di coperte, che ci accompagnano nel cammino della vitaa. E' un modo come un'altro per ricordarli e non lasciarli andare via mai completamente. La critica alla scarsa indagine sulla schiavitù non mi sembra reggere eccessivamente. La Chevalier voleva raccontare una storia, la storia di Honor e delle persone che incontra lungo il suo cammino. Così come lei non è pienamente addentro al problema dei neri, così anche il lettore ne deve avere una infarinatura generale, per comprendere a pieno la nostra protagonista e i suoi sentimenti di indiganzione e pietà, che non sono quelli di un'attivista, schierata da una o dall'altra parte, ma sono i pensieri di un individuo che pensa con la sua testa e decide di conseguenza, con le poche nozioni che ha.



Ho adorato il personaggio di Belle e credo proprio che ogniuno di noi dovrebbe incontrare, almeno una volta nella vita un'amica come lei! Peccato per la sua malattia, ma putroppo la Chevalier non racconta una favola ed il vissero felici e contenti, non può esserci per tutti.
Ho trovato stonata la lettera finale, scritta all'amica e non ai genitori, che stando alla storia, dovrebbero aver ricevuto la notizia che la figlia è diventata madre e ha lasciato il marito, trasferendosi a vivere dal marito, ma forse l'autrice volge il pensiero all'amica di Honor, perchè è la vita che continua, la gioventù che avanza. Ecco, questo è un punto che non mi ha convinto pienamente, per la mancanza di coerenza interna al romanzo.
Qualcuno ha criticato anche come è affrontato il tema della morte di Grace, la sorella di Honor. Su questo, penso che il giudizio negativo sia immeritato. L'aver sorvolato sulle sofferenze di una donna giovane, che sperava di farsi una vita nel nuovo mondo, mi è sembrato corretto, non solo per non appesantire la storia, che così già è dura, ma anche perchè noi non conosciamo Grace e per quanto ci possa apparire triste perdere una sorella, non possiamo partecipare fino in fondo al lutto della protagonista, perchè l'evento accade a poche pagine dall'inizio del romanzo e non c'è ancora stato il tempo di affezionarci a loro.
Honor vive il dolore interiorizzandolo come sempre. In fondo, non dimentichiamoci, che il suo modo di protestare è quello di non parlare più con nessuno, chiudendo la porta sul mondo e sarà solo nella fuga verso la sua libertà che ritroverà la parola.
Un ultimo cenno lasciatemelo per Donovan. Lo so è il cattivo della storia, ma mi fa pena, perchè il suo interesse per Honor è soffocato sul nascere... Ci sono momenti di tenerezza che meriterebbero senz'altro di essere approfonditi, riscattandolo dalla sua fuga dai buoni sentimenti. E' come se con Honor sparisse la possibilità di redimersi e cambiare vita.
Io avrei cambiato il finale, ma non posso dire troppo, per non togliere il piacere della lettura a chi non lo ha ancora letto.
Non mi resta che augurarvi, buona lettura!

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