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mercoledì 13 aprile 2016

Il paziente inglese di Micheal Ondaatje

Leggendo un articolo sul mondo delle letteratura rosa mi sono imbattuta in un elenco di venti libri da cui cominciare per avere una visione più ampia sul mondo dei romanzi rosa e ho avuto un tuffo al cuore. Nella ristretta cerchia era riportato Il Paziente inglese di  Micheal Ondaatje.



Oddio, mi sono detta, si può considerare un romanzo rosa? Ho riflettuto qualche istante e infine ho concordato con l'autrice. 
Il Paziente inglese è un libro che si presta ad una lettura a più livelli, che mescola l'amore per la libertà, per la storia e per il deserto con l'amore di un uomo ed una donna. Una storia struggente, con una prosa che procede a lampi, con dei salti temporali, che non confondono il lettore, ma rendono bene l'idea dello stato mentale del protagonista.


Sì, l'eroe della nostra storia è un uomo, o meglio quello che resta di un uomo. E nonostante le sue condizioni siano drammatiche, tutto il suo essere è proteso verso di lei, la donna che ama, che ha sempre amato, più del suo desiderio di libertà.
E' un libro scritto da un uomo, con la sensibilità di una donna, che muove da argomentazioni forti, spesso definibili come maschili, per poi perdersi nel sentimento più antico e struggente che unisce un uomo e una donna.


Ma l'amore è sviscerato in tutte le sue forme e riuscire a mantenere il distacco diventa veramente difficile, se non impossibile.
Siamo nella campagna toscana alla fine del secondo conflitto mondiale; in un convento diroccato e distrutto dai bombardamenti.
Al piano superiore, in un grande letto giace il corpo ustionato di un uomo, che nessuno è stato in grado di identificare con certezza, così sulla cartella clinica è registrato come il paziente inglese.
Di lui si prende cura Hana, una giovane e bella infermiera canadese, che, dopo la morte del fidanzato e della sua migliore amica,  ha lasciato il resto del gruppo di medici, per assistere quello che resta di un uomo che si avvicina alla morte, in attesa della fine del conflitto.
Il suo paziente a volte le parla, quando la morfina glielo permette, ma più spesso delira, come perso nel suo mondo a ritroso. E da quei frammenti riemerge un amore travolgente per la sua Kathrine e le sue avventure nel deserto. 



Intorno al paziente in fin di vita ruotano alcuni dei protagonisti di questa storia: Hana, la sua infermiera, David Caravaggio, un ladro che lavora per i servizi segreti, e Kip, un sikh, abile artificiere.
Tutti hanno vissuto la devastazione della guerra e ne portano ben visibili i segni. Ognuno a modo loro cerca una via di uscita, tranne lui, che giace moribondo e rivive il passato.
Il conte László Almásy non ha mai capito cosa volesse dire appartenere ad un paese. Per nascita è Ungherese, ma il suo mondo è sempre stato il deserto, dove i confini sembrano non esistere. E' lì che ha conosciuto Kathrine.
L'idea di una donna nella spedizione non lo entusiasmava affatto, ma non ha potuto evitarlo. Kathrine è la moglie del lord inglese Geoffrey Clifton. Un uomo non solo potente, ma anche profondamente innamorato di sua moglie.


L'attrazione tra Almásy e la giovane donna è palpabile. Nonostante cerchino di non alimentare le forti sensazioni che li spingono l'uno nelle braccia dell'altro, non riescono ad evitarlo.
E' un percorso graduale, che porta Kathrine a lottare contro i suoi forti sensi di colpa nei confronti del marito e  László a riconoscere che, per la prima volta nella sua vita, si sente di appartenere a qualcuno. Si scopre addirittura possessivo. Lui che non ha mai voluto possedere nulla.
Ma la guerra incombe e con il conflitto l'appartenenza ad uno schieramento o ad un altro diventa fondamentale e il nostro eroe si ritrova a lottare disperatamente per tornare dall'amore della sua vita e per farlo non mancherà di mentire, tradire e combattere contro il tempo, mentre per ironia della sorte, lui, che per una vita era rifuggito a ogni possesso, si ritrova nemico in terra amica, senza patria e nome.


  Ma tutto ha un senso se pensa che ad attenderlo c'è lei. Le ha promesso che sarebbe tornato, qualsiasi cosa sarebbe successa. E lei lo sa e lo aspetta. La porterà nel palazzo dei venti, per tornare a casa, insieme.
E se il libro ha ottenuto il Booker Prize, il film ha vinto ben nove Oscar, entrando nella storia della cinematografia.

4 commenti:

  1. Ho letto questo romanzo diversi anni fa, ma lo ricordo con piacere. Scritto benissimo, anche se triste come tutti i romanzi con questa ambientazione storica.

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  2. Ciao Monia! Sì, è triste, come la guerra che lascia sempre strascichi dolorosi... Ho voluto inserirlo ugualmente nell'ambito della letteratura rosa, perchè più romantico di così...

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  3. Si, Licia, hai ragione. Spesso consideriamo rosa solo il lieto fine, ma infondo è una limitazione, soprattutto se intendiamo come rosa appunto tutto quello che è romantico. La storia è bello e quando l'ho letta non ho colto solo il lato romantico della storia. C'è molto e tanto di più e sicuramente merita tutti i riconoscimenti avuti. Romanzo da tenere in libreria sicuramente e da leggere almeno una volta nella vita.

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  4. Si, Licia, hai ragione. Spesso consideriamo rosa solo il lieto fine, ma infondo è una limitazione, soprattutto se intendiamo come rosa appunto tutto quello che è romantico. La storia è bello e quando l'ho letta non ho colto solo il lato romantico della storia. C'è molto e tanto di più e sicuramente merita tutti i riconoscimenti avuti. Romanzo da tenere in libreria sicuramente e da leggere almeno una volta nella vita.

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